lunedì 6 luglio 2009

STINKY LOU AND THE GOON MAT - 4 luglio



ROOTSWAY -Roots 'n' Blues & Food Festival 2009 5° Edizione
4 luglioRocca dei Rossi San Secondo P.se (PR)
Stinky Lou & the Goon Mat with Lord Benardo
Il buon blues sa essere europeo...ieri sera lo hanno confermato un trio franco-belga
Mathias Dalle (chitarra e voce) e Laurent Goossens (washtub) e Lord Benardo (armonica): un blues ossessivo che va alle origini del genere evolvendosi sullo stile del downhome blues di R.L. Burnside e Junior Kimbrough. Belle emozioni.
p.s. Il washtub è praticamente un contrabbasso costruito con un bidone in legno ed un manico di scopa a cui viene legata un’unica corda.

giovedì 25 giugno 2009

ROOTSWAY Roots'n'Blues & Food Festival

(foto Tarbox Ramblers)

(con i Bo Weavil)
ROOTSWAY Roots'n'Blues & Food Festival
Polesine Parmense (PR) 19-20 Giugno (secondo weekend)
The Sky is crying,ma evidentemente al Rootsway il cielo ride e lascia che le lacrime bagnino tutti i Comuni attorno.Infatti in un weekend di piogge copiose il pubblico del Rootsway Festival ha potuto godere delle prestazioni degli artisti presenti a questa seconda tappa di questo Yes, weekend che sta stupendo un po' tutti per la qualità ancora una volta proposta.Qualità sia musicale che eno-gastronomica, considerato che le cucine hanno letteralmente svuotato le copiose dispense di specialità gastronomiche locali e made in USA.Ma veniamo alla parte musicale che nella superba cornice del Po ancora ricco di acque in quel di Polesine Parmense ha visto succedersi sul palco artisti italiani, francesi e americani.Apertura il venerdì, come da consuetudine, a una delle band che partecipano alle selezioni I.B.C. (International Blues Challenge).Questa volta dalla provincia di Reggio Emilia sono arrivati i Rufus Party che pur non avendo il Blues nel proprio repertorio ci hanno fatto capire che lo hanno assimilato, se non altro come concetto.La grande sorpresa della serata è stato Little John McLerran che, accompagnato dal padre al basso, ha incantato il pubblico presente.Non è facile tenere vigili tante persone con il classico blues chitarra e voce, ma un repertorio vario fatto di cuore, tecnica e simpatia ha confermato che il Blues è musica adatta a tutti.ha chiuso la serata uno dei vincitori della scorsa selezione I.B.C.: la Cek Deluxe Trio con un Blues a volte infarcito di rock ad alto livello.Il giorno seguente, sabato 20 giugno, il pubblico numerosissimo ha potuto riascoltare sul palco un amico di sempre del Rootsway, il cantante, armonicista e scrittore Marco Ballestracci che ha intrapreso una nuova e stimolante strada, quella della "nave scuola" per giovani talenti.Marco è salito sul palco, sempre per le selezioni I.B.C. con un trio di ventenni che hanno scoperto Kimbrough e questo è un buon segno.Era inevitabile, poi, che Little John McLerran dopo il successo della sera precedente facesse una seconda apparizione non prevista riscuotendo un gran successo. Sentiremo parlare di questo ragazzo.Pubblico caldo anche se un po' infreddolito dal bizzarro clima e via con i Bo Weavil che hanno sciorinato un concerto diremmo notevole per qualità e scelta delle songs.Questa è la conferma che anche in Europa ci sono parecchi musicisti di qualità eccelse, basta sapersi guardare attorno.Chiusura di serata con gli statunitensi TARBOX RAMBLERS che hanno notevolmente confermato le aspettative.Questo è il classico sound che caratterizza il Rootsway e il trio di Boston ha incantato il pubblico che è rimasto numerosissimo fino alle una di notte.Che bella serata, peccato solo per il temporale che ha inzuppato i pochi rimasti a smontare palco e impianto audio.Ma cosa dire, per una serata così ne valeva la pena.Adesso tutti pronti per la prossima data quando l'incantevole corte "Le Giare" di Ragazzola ospiterà la terza tappa di questo "Yes, weekend" al Rootsway Festival ROOTSWAY Roots'n'Blues & Food FestivalPolesine Parmense (PR) 19-20 Giugno (secondo weekend)The Sky is crying,ma evidentemente al Rootsway il cielo ride e lascia che le lacrime bagnino tutti i Comuni attorno.Infatti in un weekend di piogge copiose il pubblico del Rootsway Festival ha potuto godere delle prestazioni degli artisti presenti a questa seconda tappa di questo Yes, weekend che sta stupendo un po' tutti per la qualità ancora una volta proposta.Qualità sia musicale che eno-gastronomica, considerato che le cucine hanno letteralmente svuotato le copiose dispense di specialità gastronomiche locali e made in USA.Ma veniamo alla parte musicale che nella superba cornice del Po ancora ricco di acque in quel di Polesine Parmense ha visto succedersi sul palco artisti italiani, francesi e americani.Apertura il venerdì, come da consuetudine, a una delle band che partecipano alle selezioni I.B.C. (International Blues Challenge).Questa volta dalla provincia di Reggio Emilia sono arrivati i Rufus Party che pur non avendo il Blues nel proprio repertorio ci hanno fatto capire che lo hanno assimilato, se non altro come concetto.La grande sorpresa della serata è stato Little John McLerran che, accompagnato dal padre al basso, ha incantato il pubblico presente.Non è facile tenere vigili tante persone con il classico blues chitarra e voce, ma un repertorio vario fatto di cuore, tecnica e simpatia ha confermato che il Blues è musica adatta a tutti.ha chiuso la serata uno dei vincitori della scorsa selezione I.B.C.: la Cek Deluxe Trio con un Blues a volte infarcito di rock ad alto livello.Il giorno seguente, sabato 20 giugno, il pubblico numerosissimo ha potuto riascoltare sul palco un amico di sempre del Rootsway, il cantante, armonicista e scrittore Marco Ballestracci che ha intrapreso una nuova e stimolante strada, quella della "nave scuola" per giovani talenti.Marco è salito sul palco, sempre per le selezioni I.B.C. con un trio di ventenni che hanno scoperto Kimbrough e questo è un buon segno.Era inevitabile, poi, che Little John McLerran dopo il successo della sera precedente facesse una seconda apparizione non prevista riscuotendo un gran successo. Sentiremo parlare di questo ragazzo.Pubblico caldo anche se un po' infreddolito dal bizzarro clima e via con i Bo Weavil che hanno sciorinato un concerto diremmo notevole per qualità e scelta delle songs.Questa è la conferma che anche in Europa ci sono parecchi musicisti di qualità eccelse, basta sapersi guardare attorno.Chiusura di serata con gli statunitensi TARBOX RAMBLERS che hanno notevolmente confermato le aspettative.Questo è il classico sound che caratterizza il Rootsway e il trio di Boston ha incantato il pubblico che è rimasto numerosissimo fino alle una di notte.Che bella serata, peccato solo per il temporale che ha inzuppato i pochi rimasti a smontare palco e impianto audio.Ma cosa dire, per una serata così ne valeva la pena. Adesso tutti pronti per la prossima data quando l'incantevole corte "Le Giare" di Ragazzola ospiterà la terza tappa di questo "Yes, weekend" al Rootsway Festival (Antonio Boschi)

martedì 23 giugno 2009

Piazza Blues


domenica 14 giugno 2009

IL BLUES n.107



Situato al 450 di Mulberry Street a Memphis, Tennessee, proprio di fronte al Lorraine Motel, il National Civic Rights Museum merita proprio di essere visitato. Al suo interno, in una delle sue sale ospita la copia di un autobus degli anni ’50 (l’originale è esposto all’Henry Ford Museum di Detroit) al cui interno è seduta la riproduzione fedele dell’unico passeggero: una donna di colore. “Lei” è Rosa Parks, del cui gesto, risalente al 1955, e della sua importanza trattammo nel n.97 a pagina 36. Sino allo scorso 7 maggio credevamo che quello, il museo, fosse il luogo giusto per ricordare al mondo intero gli umilianti errori commessi dagli esseri umani ed imparare da essi per evitarli. Ma dopo l’uscita, etichettata come “boutade”, di Matteo Salvini, parlamentare della Lega Nord e capogruppo della stessa nel consiglio comunale di Milano, nei riguardi di «posti o vagoni riservati ai milanesi» sui mezzi pubblici di Milano, ci siamo resi conto che non è bastato mezzo secolo per debellare la stupidità. Domanda: ma quanti ne servono? Quante vite bisognerà vivere perché certe affermazioni non si debbano più sentire? O meglio cosa bisogna fare oggi? Aspettare altre “boutade” che separino gli accessi ai servizi igienici, le panchine dei parchi, i tavoli dei bar, i banchi delle scuole, i reparti degli ospedali, le scrivanie degli uffici? E nel frattempo? A noi, milanesi da generazioni che ci credevamo mentalmente europei ed aperti, e che invece ci ritroviamo offesi, non resta che darci da fare giorno dopo giorno affinché chi ancora non si senta dentro di sé come Rosa Parks lo diventi al più presto. Facciamoci sentire, perché gli “altri” siamo noi: «Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare.» (Bertold Brecht – Martin Niemöller). Sulle difficoltà finanziarie, affrontate e non sempre superate, che Associazioni, Enti Pubblici e Promoter hanno vissuto in questa ormai prossima estate concertistico-festivaliera, credo non sia il caso di spendere altre parole, basta vedere i tagli imposti ai programmi delle manifestazioni per rendersene conto. Da parte nostra, abituati come siamo a tirare la carretta, abbiamo imbastito un numero che vive di passione per i giovani (l’intervista agli Homemade Jamz Blues Band, l’orecchio tra ieri e oggi con i NMAS ed il film di John Gardiner), di rispetto per i padri (Little Walter, George “Wild Child” Butler e Johnny Winter), di stima profonda (Willie King, Jr. Kimbrough), traguardando l’ormai consueto panorama musicale non proprio blues di Austin. Glissando sul resto del contenuto, preferiremmo chiudere ricordandovi la foto di copertina, che ritrae Mr. Tater, alias The Music Maker, alias Foster Wiley che, pur non comparendo o quasi nelle pagine interne, è l’ultimo cantante di strada del Mississippi su cui, ve lo promettiamo, torneremo presto (terza pagina)

sabato 13 giugno 2009

Special Blues Festival in Italy

















XIX EDIZIONE
Mercoledì 22 Luglio 2009

ANGELO “LEADBELLY” ROSSI TAJ MAHAL TRIO

Giovedì 23 Luglio 2009

WATERMELON SLIM & THE WORKER SANA POPOVIC BAND

Venerdì 24 Luglio 2009

LYNWOOD SLIM whit MAURIZIO PUGNO BAND ERIC BURDON and THE ANIMALS

Sabato 26 Luglio 2009

ROBERTO CIOTTI TRIO ROY ROBERTS with GNOLA R&B BAND
























PROGRAMMA AMENOBLUES 2009

OMEGNA venerdì 19 giugno ore 21-24
Tarbox Ramblers (USA)
Davide Speranza Trio


AMENO venerdì 26giugno ore 21-24
Presentazione ultimo disco della Fabio Marza band
Angelo "Leadbelly" Rossi & ospiti a sorpresa
Kellie Rucker (USA) & Rico Blues Combo


Ameno sabato 27 giugno ore 21-24
Lettura del brano Un frutto strano
Alvin "Youngblood" Hart (USA)
W.I.N.D. (ITA)


AMENO venerdì 3 luglio ore 21- 24
Stinky Lou and The Goonmat with Lord Bernardo (BELGIO)
Morblus with Diane Blue (USA/ITA)


AMENO sabato 4 luglio ore 21 - 24
Lynn Drury band feat. Roberto Luti (USA/ITALIA)
Joe Pitts band (USA)



PISANO venerdì 10 luglio ore 21-24
TNT & Friends
Mandolin Brothers


PISANO sabato 11 luglio ore 21-24
Amanda e la banda
East River String band (USA)


OLEGGIO CASTELLO domenica 26 luglio (area ProLoco) ore 22
Gnola Blues Band


Biglietto 8 euro under 14 over 70 ingresso gratuito
Abbonamento week-end 15 euro
Abbonamento 4 serate 24 euro
Concerti di Omegna, Pisano e Oleggio Castello ingresso gratuito
EVENTI COLLATERALI
OMEGNA, 19 giugno
incontro dei musicisti con gli studenti degli istituti scolastici
AMENO, 26 giugno / 5 luglio
Mostra di 30 chitarre originali dei Rolling Stones presso lo Spazio Museale
AMENO, 27 giugno
Presentazione del film "Shine a light" di Martin Scorsese con Mauro Zambellini, autore del libro "Il tempo è dalla nostra parte"
AMENO, 4 luglio ore 16 (presso lo Spazio Museale)
Presentazione del filmato "Play for change" con Pierpaolo Luti

domenica 7 giugno 2009

King Clarentz




"Day of the Supermodel" è il nuovo album di King Clarentz, lo stile e il sound restano confermati anche se siamo leggermente una spanna sotto al precedente album targato "Clarence Brewer - King Clarentz", ma la qualità resta alta. Certo, il blues è rimasto, e in quantità più abbondanti di tanti altri che si professano testimoni del genere, ed è presente quella grana grossa che rende le interpretazioni coriacee e immuni allo scorrere del tempo. Da tenere in auto per tutta la prossima estate. Il mio brano "pea vine whistle", dopo l'ascolto non sarà facile uscirne indenni.

giovedì 4 giugno 2009

l'ultimo saluto a Koko Taylor

















L-R: Muddy Waters, Viola Spearman (Koko's sister), Levi Walton (Koko's brother), Otis Spann, Vera Walton (Levi's wife), Elga Edmonds, Koko Taylor,
Robert Taylor, possibly Jimmy Rogers and Savannah Becton (Koko's sister)
At Sylvio's Lounge, probably 1954
(ANSA) - CHICAGO, 4 GIU -
La regina del blues Koko Taylor e' morta ieri all'eta' di 80 anni. Lo ha reso noto la sua casa discografica, la Alligator Records. Nata nei pressi di Memphis, in Tennessee, nel 1928, chiamata Koko per la passione del cioccolato, e' divenuta celebre grazie alla canzone 'Wang Dang Doodle', scritta da Willie Dixon nel 1962. Koko si e' esibita con Muddy Waters, Howlin' Wolf, B.B. King and Buddy Guy. Nel 1984 aveva ottenuto un Grammy per l'album 'Blues Explosion'